11 novembre 2009José Saramago
ha scritto sul blog
un grazie a Massimo Lafronza che traduce il blog dal portoghese.
http://quadernodisaramago.wordpress.com/2009/11/11/no-alla-disoccupazione/
11 novembre 2009
Quem de nos dois
Ana Carolina
Eu e você
Não é assim tão complicado
Não é difícil perceber...
Quem de nós dois
Vai dizer que é impossível
O amor acontecer...
Se eu disser
Que já nem sinto nada
Que a estrada sem você
É mais segura
Eu sei você vai rir da minha cara
Eu já conheço o teu sorriso
Leio o teu olhar
Teu sorriso é só disfarce
O que eu já nem preciso...
Sinto dizer que amo mesmo
Tá ruim prá disfarçar
Entre nós dois
Não cabe mais nenhum segredo
Além do que já combinamos
No vão das coisas que a gente disse
Não cabe mais sermos somente amigos
E quando eu falo que eu já nem quero
A frase fica pelo avesso
Meio na contra mão
E quando finjo que esqueço
Eu não esqueci nada...
E cada vez que eu fujo, eu me aproximo mais
E te perder de vista assim é ruim demais
E é por isso que atravesso o teu futuro
E faço das lembranças um lugar seguro...
Não é que eu queira reviver nenhum passado
Nem revirar um sentimento revirado
Mas toda vez que eu procuro uma saída
Acabo entrando sem querer na tua vida
Eu procurei qualquer desculpa pra não te encarar
Pra não dizer de novo e sempre a mesma coisa
Falar só por falar
Que eu já não tô nem aí pra essa conversa
Que a história de nós dois não me interessa...
Se eu tento esconder meias verdades
Você conhece o meu sorriso
Lê o meu olhar
Meu sorriso é só disfarce
O que eu já nem preciso...
E cada vez que eu fujo, eu me aproximo mais
E te perder de vista assim é ruim demais
E é por isso que atravesso o teu futuro
E faço das lembranças um lugar seguro...
Não é que eu queira reviver nenhum passado
Nem revirar um sentimento revirado
Mas toda vez que eu procuro uma saída
Acabo entrando sem querer na tua vida
Il Vangelo secondo Gesù CristoMa il nucleo centrale del romanzo, il vero capolavoro che Saramago ha saputo trarre dalla storia è nell’incontro sul lago tra Dio, Gesù e il diavolo (scusate ma in minuscola!) [vedi pag.332 e segg. Edizione Tascabile Einaudi]. “Disse Gesù, Sono venuto per sapere chi sono e che cosa dovrò fare per rispettare, nei tuoi confronti, la mia parte del contratto”. E Dio: “… È da quattromila anni che sono Dio degli ebrei, gente per sua natura litigiosa e complicata, ma con cui, stilato un bilancio dei nostri rapporti, non mi sono trovato male, visto che mi prendono sul serio e continueranno a farlo fino a dove la mia visione del futuro può arrivare… Se interpreterai bene la tua parte, cioè il ruolo che ti ho riservato nel mio piano, … da Dio degli ebrei diventerò Dio di coloro che chiameremo cattolici, alla greca…”. Ma quando Dio spiega a Gesù che per raggiungere questo obiettivo dovrà morire sulla croce soffrendo, e che dopo di lui saranno tante le vittime da sacrificare, una infinita lista di martiri della fede, Gesù non ci sta, non accetta un Padre così crudele, vendicativo, autoritario e…assetato di potere. Il suo tentativo di ribellione è invano perché Dio è onnipotente e così in un primo momento accetta ma, quando la morte gli sembra vicina, tenta di sovvertire l’ordine delle cose. Riecheggia a chiusura, la frase “Uomini, perdonatelo, perché non sa quello che ha fatto”.
Agata Santamaria
Saramago
I casi del dottor Abílio Quaresma
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Sara Tavares
dall'album "Balancê" un brano lindo scritto in crioulo, un misto tra portoghese e mille espressioni africane.
Music and Lyrics di Hernani Almeida, scritta per Sara Tavares
Dam bô
"m'ka kre vivê assim
sem sintib li ma mi
ech perguntam ke k'um tem
m'respondech kum suspire
m'passá pok temp tá
percebê k era bô
um razão pam sorri
ta tchigá dia d' volta
dam bô
ka krê f'ca mi só
dam bô
m'krê bô li ma mi
rio passá e'll dzê nô bá
bá k'di mar, ke ti ta tchomá
sol brilhá, mar mansá
bô descansá nha alma
dam bô
ka krê f'ca mi só
dam bô
m'krê bo li ma mi"
http://www.myspace.com/saratavares
http://www.saratavares.com/

Domani nella battaglia pensa a medi Javier Marías, Einaudi 1998
"Domani nella battaglia pensa a me, e cada la tua spada senza filo. Domani nella battaglia pensa a me, quando io ero mortale, e lascia cadere la tua lancia rugginosa. Che io pesi domani sopra la tua anima, che io sia piombo dentro al tuo petto e finiscano i tuoi giorni in sanguinosa battaglia. Domani nella battaglia pensa a me, dispera e muori". W. Shakespeare
Alcuni sostengono che leggere romanzi è un no-sense in quanto storie mai esistite e che mai esisteranno. Li invito a leggere l’epilogo di "Domani nella battaglia pensa a me" di Javier Marías.
“Sembra un dato di fatto che l’uomo [...] ha bisogno di conoscere il possibile oltre il vero, le congetture e le ipotesi e i fallimenti oltre ai fatti, ciò che è stato tralasciato e ciò che sarebbe potuto essere oltre a quello che è stato. [...] ogni percorso si compone anche della perdite e dei nostri rifiuti, delle nostre omissioni e dei nostri desideri insoddisfatti, di ciò che una volta abbiamo tralasciato o non abbiamo scelto o non abbiamo ottenuto, delle numerose possibilità che nella maggior parte dei casi non sono giunte a realizzarsi – tutte tranne una, alla fin fine -, delle nostre esitazioni e dei nostri sogni, dei progetti falliti [...]. E mi spingo a pensare che sia appunto la finzione a raccontarci tutto questo, o meglio, a servirci da promemoria di quelle dimensione che siamo soliti lasciare da parte al momento di raccontare e di spiegare noi stessi e la nostra vita [...]”.
Nei primi capitoli del romanzo si ha l’impressione di essere a teatro: le scene sono lente, le descrizioni materiali e le dinamiche psicologiche profonde e articolate. In cinquanta pagine Javier Marías descrive quello che accade in pochi minuti. Una donna invita un uomo a casa a cena. Marta sposata con un figlio piccolo e con il marito in viaggio di lavoro; Victor divorziato, a caccia di esperienze sessuali. Stanno per fare l’amore, e fin qui niente di strano o surreale, ma lei comincia a sentirsi male e in pochi minuti muore. Victor decide di andare via, di lasciare il bambino da solo con la madre morta, di non chiamare nessuno ma da quel momento è intrappolato nel “dopo vita” di Marta.
Di qui parte il romanzo e si avvia la macchina della finzione. Ciò che Victor imparerà su Marta e sulla sua famiglia lo lascerà sempre più incredulo. Ma è la vita, e a volte anche la morte, a lasciarci così, confusi…
Svelare il mistero della vita di Marta, del perché si accingeva a tradire un marito “in apparenza” sinceramente innamorato di lei, perseguita Victor… e noi, per tutto il romanzo.
E impariamo che le realtà che costruiamo per i nostri occhi e per i nostri neuroni non sono mai come sembrano; anche le persone a noi più chiare, nel tempo, non restano uguali a sé, o meglio a ciò che noi pensavamo, ma si modificano alternativamente; muoiono e rinascono.
Agata Santamaria
Ascolta:
http://www.einaudi.it/multimedia/Diego-De-Silva-consiglia-Domani-nella-battaglia-pensa-a-me
Buonasera alle cose di quaggiù
di Antonio Lobo Antunes, Feltrinelli 2007
“perché l’inferno consiste nel ricordare per tutta l’eternità / non è vero?”
È il primo libro di Antonio Lobo Antunes che ho letto; un libro straordinario, una scrittura unica, eccezionale. Solo uno psichiatra potrebbe riuscirci.
La memoria entra a cuneo nelle vite dei personaggi e tesse insieme alla realtà contingente un racconto unico. Come accade a tutti, in ogni istante della nostra esistenza siamo pensiero e azione contingente accanto ad azioni e pensieri della memoria che non riusciamo a controllare.
Non cercate di capire la storia, è un libro che non può essere raccontato; chi parla, chi ricorda, chi agisce, è tutto mescolato, infinitamente miscelato con il tempo, lo spazio, i colori, i profumi, i desideri, il dolore, la gioia, la guerra con la violenza, l’odio, il razzismo. Abbandonatevi alle parole ed alla musica che ne viene prodotta e continuate, continuate… senza disperare. Riceverete in regalo delle emozioni forti.
Sullo sfondo del romanzo descrizioni disarticolate, e non per questo suggestive, della borghesia portoghese anni settanta e, soprattutto, la guerra civile in Angola seguita all’indipendenza dal Portogallo; il traffico di diamanti e una serie di agenti segreti portoghesi inviati dal Servizio per eseguire una delicata operazione di spionaggio. Non ci sono altri indizi, si capisce che l’operazione potrebbe comportare l’eliminazione di una persona, chi, se donna o uomo non si sa.
Ma Seabra e tutti gli altri agenti segreti che lo seguiranno non faranno più ritorno.
Lobo Antunes è laureato in medicina, con specializzazione in psichiatria. Venne mandato in Angola dal 1970 al 1973 durante la fase finale della Guerra coloniale portoghese, tema affrontato in vari libri. Tornato in Portogallo, ha lavorato nell'ospedale psichiatrico Miguel Bombarda di Lisbona. È stato militante dell'APU (Aliança Povo Unido, Alleanza del Popolo Unito – coalizione capeggiata dal Partito Comunista Portoghese) nel 1980. Oggi vive a Lisbona dove non esercita più la professione di medico, dedicandosi alla scrittura.
Agata Santamaria
Saggio sulla lucidità
di José Saramago
Einaudi, 2004
Il comunismo bianco di Saramago
Saggio sulla lucidità di Saramago è la seconda puntata di Cecità, romanzo pubblicato da Saramago nel 1996. In Saggio sulla lucidità, infatti, ricompaiono i protagonisti di Cecità, accusati dal Governo reggente di una fantomatica città, in un fantomatico Stato, di essere gli organizzatori della cospirazione dei “biancosi”.
Molti critici hanno sottovalutato il valore letterario del romanzo che personalmente è all’altezza di Cecità e dell’Uomo duplicato. Periodi lunghi, lunghissime frasi, continuo miscuglio dei dialoghi, impaginazione compressa, uno stile difficile da penetrare che, inavvertitamente, dopo qualche decina di pagine, ti attira nel vortice geniale dello scrittore.
E’ un romanzo con una tensione intellettuale altissima.
In occasione delle elezioni politiche, oltre l’ottanta per cento dei cittadini vota scheda bianca e questo basta a mettere in crisi il Governo ritenuto democratico che in tale occasione mette giù la maschera. Ritenendo possibile che tale comportamento dei cittadini possa sfociare nell’uso della violenza, il Governo arriva a giustificare azioni estreme. Il Primo Ministro e tutti i Ministri del Governo, compreso il Presidente della Repubblica abbandonano la città, la fanno recintare controllandone i flussi in entrata ed in uscita, fanno fuoriuscire i servizi di polizia e lasciano solo gli istigatori alla violenza e le spie. Dopo tali interventi si chiede ancora chi dirige la rivolta e perché nessun intervento sembra efficace nel fermarla.
Saramago ci prende per mano e ci fa visitare i luoghi e i meccanismi del potere e degli uomini che lo detengono; svela i labirinti attraverso cui si giustifica la violenza, il ricorso ai servizi di spionaggio ed alla mistificazione dei mezzi di comunicazione di massa. Non gli interessa indagare sulle cause della cospirazione ma ne studia le sue manifestazioni facendo l’occhiolino alle democrazie occidentali a noi contemporanee.
Molti romanzi di Saramago potrebbero essere definiti “politici” ma Saggio sulla lucidità lo è in primis. Rispetto a Cecità, dove è solo un piccolo gruppo di persone a contrapporsi alle logiche del potere, senza sortire risultati, in Saggio sulla lucidità Saramago sembra nutrito di maggiore spirito utopico nel voler incidere sulle logiche di potere. Infatti è l’intera città che insorge votando scheda bianca; è l’intera città ch dimostra, senza le forze dell’ordine e senza il Governo che la amministri, di sapersi autoregolare in una specie di naturale anarchia... ma il finale, purtroppo, non lascia scampo!!
Agata Santamaria
Visita il blog di Saramago disponibile anche in versione italiana autorizzata:
http://quadernodisaramago.wordpress.com/
http://cuaderno.josesaramago.org/
Ascolta, portoghese permettendo:
http://www.youtube.com/watch?v=m1nePkQAM4w
Guarda, è bellissimo!! L'unico racconto per bambini scritto e raccontato da Saramago.
http://flocos.tv/curta/a-flor-mais-grande-do-mundo/